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CNH

Sfide e opportunità del mercato della meccanizzazione agricola

Intervista ad Antonello Caraceni, Direttore Competence Center Sistemi Elettrici ed Elettronici CNH Italia SpA

di Tiziana Sforza, Communication Office

L’Italia risulta prima in Europa per la meccanizzazione agricola, con un fatturato di 8,2 miliardi di euro. Quali sono i fattori di successo di questa leadership nel settore? In che cosa il nostro Paese eccelle rispetto agli altri europei?

L’Italia è un Paese di forte tradizione agricola, con una varietà di colture che non ha eguali nel mondo: grano, riso, ortaggi, frutta, vite, olivo, solo per citarne alcune e senza dimenticare le numerose e notorie razze da allevamento. Questa condizione ha incentivato una meccanizzazione agricola d’eccellenza e molto attenta alla qualità, che ha posto il nostro Paese in una posizione di leadership tra i costruttori di trattori, macchine semoventi in genere e attrezzature. Basti pensare alla Fiat, che da oltre 90 anni è presente in questo settore ed è tra i pionieri della meccanizzazione agricola mondiale. Una tradizione che ha saputo rinnovarsi di continuo: oggi, le macchine agricole sviluppate e prodotte in Italia sono fortemente competitive. Lo prova il fatto che vengono vendute in tutto il mondo alle clientele più diverse, dalle aree in via di sviluppo ai mercati dove sono richiesti i più elevanti contenuti tecnologici e innovativi.

 

I dati mostrano che oltre che il 65% della produzione è destinato ai mercati esteri. Quali vantaggi traete dalla globalizzazione dei mercati? In quali aree geografiche suddividete il vostro mercato?

CNH, che fa parte di Fiat Industrial e che è erede della tradizione Fiat sopra citata, nonché di quella di altre aziende di primissimo piano (come Case International Harvester, Ford Tractors e New Holland), è un’azienda autenticamente globale. Infatti, opera nei comparti delle macchine agricole e del movimento terra con una presenza in circa 170 Paesi e una rete commerciale di circa 11.300 concessionari e distributori. La nostra azienda vanta 37 stabilimenti presenti in Europa, Nord America, America Latina e resto del mondo. In questo modo, possiamo essere vicini ai nostri clienti ovunque essi siano, con lo sviluppo del prodotto, la produzione, i punti di vendita e la rete di assistenza. Questa vicinanza ci assicura una piena comprensione delle sfide che si trovano ad affrontare, per dar loro la risposta giusta in termini di prodotti e servizi. In definitiva, la nostra presenza globale è un elemento determinante della nostra competitività. 

 

Che cosa vi aspettate da un partner tecnologico come Altran Italia? 

I nostri prodotti hanno conosciuto un incremento dei contenuti elettrici ed elettronici nel corso degli ultimi anni, e il trend prosegue tuttora. Infatti, molte funzioni vitali delle nostre macchine sono controllate elettronicamente e il miglioramento delle prestazioni e delle funzionalità viene conseguito sempre di più attraverso una stretta “collaborazione” tra elettronica e meccanica/idraulica. Le complessità di progettazione, di integrazione  e di validazione sono cresciute esponenzialmente in questi anni. In questo contesto, Altran Italia si è affermata come partner tecnologico di riconosciuta qualità, importante sia per l’esecuzione di progetti complessi, con approccio “chiavi in mano”, sia come supporto nello sviluppo di singoli aspetti di un progetto. Ad esempio, alcune attività tipiche vanno dalla realizzazione di specifiche tecniche all’implementazione di funzioni di controllo e di rete. Da Altran Italia ci aspettiamo la capacità di costruire un team di esperti con il giusto mix di figure professionali in funzione delle nostre necessità tecniche. Molto apprezzata sarà la capacità delle sue persone di integrarsi completamente nel contesto di sviluppo.

 

CNH e Altran Italia sono realtà globali e i progetti hanno toccato Italia, Belgio, USA e Brasile: quale valore aggiunto risiede nella collaborazione su temi rilevanti sui mercati internazionali?

La nostra azienda si muove su scala globale anche per quanto riguarda lo sviluppo: abbiamo nel mondo diverse sedi di Ricerca & Sviluppo, legate storicamente a determinate famiglie di prodotto e questa dimensione internazionale rappresenta una ricchezza. La possibilità di collaborare globalmente nelle diverse realtà nazionali e in sintonia con la struttura organizzativa del Product Development di CNH, rappresenta un requisito importante per l’esecuzione delle attività. La presenza di Altran Italia nelle nostre regioni geografiche, e soprattutto l’operatività “cross-country” del modello di gestione, è risultata efficace ed efficiente nelle diverse fasi della nostra collaborazione.

 

Quale sinergia c'è con Iveco e FPT Industrial e che ritorno dà la collaborazione con un partner già fortemente coinvolto su tre aziende del gruppo?

CNH in area elettrica-elettronica è ovviamente in contatto con Iveco. Ma le applicazioni specifiche sono diverse in modo tale da limitare le sinergie a pochi componenti. FPT Industrial, invece, è il partner comune che fornisce i motori ad entrambe le società, pertanto le maggiori sinergie si hanno in quest’ambito. 

 

L'Altran Delivery Model prevede un sistema basato su cinque modalità di delivery, distinti per livello di complessità del servizio offerto e grado di impegno sui risultati. Oggi Altran supporta CNH attraverso gli ADM  2 (Competence Center) e 3 (Fixed Price Project). Quali possibilità vede in futuro per una collaborazione in ADM 1 (Time & Material), 4 (Service Center) e 5 (Tailored Project & Service)?

Sicuramente, le modalità di collaborazione ad oggi più congeniali all’ingegneria del nostro Product Development sono quelle sopra citate. Ma ricordiamoci che, oggi più che mai, necessità e opportunità cambiano velocemente, perciò non mi sento di escludere per il futuro altre forme di collaborazione tra le due società.

 

Con particolare riferimento allo sviluppo software per display, in cosa il contributo di Altran Italia ha migliorato la metodologia esistente?  

Lo specifico progetto per lo sviluppo del display A-POST, affrontato “a pacchetto” (o in Fixed Price Project, secondo la definizione di Altran Italia), si è svolto secondo una metodologia comprovata in CHN sia dal punto di vista tecnologico che da quello di processo. Altran Italia è stata in grado di apportare valore nello specifico progetto perché ha utilizzato un modello organizzativo valido e bilanciato: a partire dal corretto grado di analisi del requisito e approfondimento tecnico per proseguire con lo sviluppo dell’attività in modo strutturato, con un efficace follow-up sulle azioni identificate e con una robusta validazione del software. Tutto ciò ha portato al rilascio delle versioni sul calendario del progetto in modo corretto, con un limitato numero di riprese nella fase di integrazione. 

 

Quali sono le sue aspettative per il 2012 nell’ambito della collaborazione con  Altran Italia?   

Nel corso degli anni la collaborazione si è andata ampliando e strutturando, in risposta alle crescenti esigenze di progetto e all’ampliamento della conoscenza reciproca del prodotto e dei processi di CNH. Mi aspetto che anche nel 2012 potremo confermare questo trend. 

Sul fronte delle macchine per l’agricoltura, CNH è uno dei leader globali nella produzione di trattori agricoli e mietitrebbie in termini di unità vendute e detiene posizioni di leadership nei macchine per fieno e foraggio e quelle speciali da raccolta.

Sul fronte delle macchine movimento terra, CNH vanta una posizione di leadership nelle terne e un forte posizionamento nelle mini pale compatte in Nord America e negli escavatori cingolati in Europa occidentale.

Con il marchio CNH Capital, CNH offre prodotti e servizi finanziari ai concessionari e ai clienti in Nord America, Australia, Brasile ed Europa occidentale. I marchi CNH offrono supporto in termini di assistenza e ricambistica post-vendita ai rispettivi clienti, sia sul fronte delle concessionarie che sul campo. La distribuzione dei ricambi è gestita attraverso magazzini ricambi dislocati in tutti e cinque i continenti.

Dopo gli studi in Ingegneria Meccanica, Antonello Caraceni ha effettuato esperienze lavorative in 3M e Aeritalia (velivoli da trasporto, tecnologie del volo), prima di entrare in Fiat: in Elasis come responsabile della sperimentazione motori benzina e, successivamente, dello sviluppo controllo motore e dei sistemi elettrici elettronici veicolo; quindi nel Centro Ricerche Fiat, come direttore sistemi avanzati elettrico-elettronici; infine in CNH.