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3 Giugno: Dallas - Saint Louis

"Quando un successo si ripete più volte, la gente pensa che per te sia diventato quasi una routine. Ma non è così, soprattutto nel caso di Solar Impulse, dal momento che ogni volo è diverso a causa delle condizioni atmosferiche, del tragitto  e delle esigenze di controllo del traffico aereo. Quindi, ancora una volta, abbiamo dovuto gestire degli imprevisti durante il terzo volo della nostra missione "Across America", tra Dallas e Saint-Louis.

 Prima di tutto, la notte prima del volo, un forte temporale ha danneggiato l'hangar in cui l’aereo avrebbe dovuto trovare riparo a Saint-Louis, scoperchiando una parte significativa del suo tetto. Poiché il Solar Impulse deve evitare la pioggia, il nostro team del Mission Control Centre ha dovuto prendere una decisione rapida: avremmo dovuto costruire un apposito hangar semi-rigido? Oppure usare il nostro hangar mobile, più leggero e più esposto ai forti venti, ma pronto più velocemente? Alla fine è stato scelto l'hangar mobile in modo da avere abbastanza tempo per costruire quello semirigido.

 

Decollo dopo la tempesta

Quindi, Solar Impulse è decollato dall'aeroporto di Dallas Fort Worth (KDFW) alle 04:08 ora locale (09:08 in Payerne - Svizzera) in buone condizioni, anche se si rilevava un certo vento laterale a bassa quota, una situazione delicata che richiede sempre un’attenta valutazione da parte del pilota.

 

Due ore dopo l'alba (08:20 ora locale, 01:20 in Payerne - Svizzera), l'aereo è entrato in una vasta zona, parzialmente coperta da cirri. Questo tipo di nuvole si forma ad alta quota (generalmente almeno 20.000 piedi) ed è costituito da cristalli di ghiaccio. Sono facilmente riconoscibili perchè sembrano piume bianche e lunghe, fibre di cotone semi-trasparente... Abbiamo dovuto prestare molta più attenzione in quanto era la prima volta che stavamo effettivamente volando sotto una tale estensione di cirri. Ma ciò ci ha confermato che, per fortuna, la taratura del nostro cloud model per questo caso specifico era corretta: sia lo stato di carica della batteria e sia la quantità di energia raccolta dal sole sono stati stimati con precisione.  

 

La quiete dopo la tempesta

Non abbiamo smesso di incontrare difficoltà soprattutto a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli in alta quota. Quindi ci siamo tenuti a bassa quota per dieci ore, rimandando la "mission climb" - si riferisce alla salita che effettua l'aereo per raggiungere la sua massima altitudine (circa 8000 m), a mezzogiorno ora solare - al più tardi possibile. Ancora una volta abbiamo dovuto calcolare in dettaglio tutti i parametri di questa salita per fornire la migliore strategia di volo a Bertrand. E a mezzogiorno (01:20 ora locale, 18:20 in Payerne - Svizzera), il velivolo ha raggiunto correttamente la quota giusta (27.000 ft), con le batterie cariche - come previsto dai nostri calcoli. Bertrand ha potuto volare a questa altitudine per 90 minuti prima del tramonto e poi ha cominciato la lenta discesa verso Saint-Louis.

 

Ma in quel momento stavamo già definendo i dettagli delle due ultime fasi importanti di questo volo: l’area di attesa nelle vicinanze di Saint-Louis e l'atterraggio a Saint-Lambert Airport (KSTL). Elaborando l'ultimo aggiornamento meteo, disponibile per 30 minuti, abbiamo cercato di ottimizzare i tre parametri principali: lo stato di carica delle batterie all’arrivo a Saint-Lambert, il ritardo prima di atterrare, e la velocità del low level jet che Bertrand avrebbe incontrato tra 1.000 e 2.000 m, durante l'ultima discesa prima dell'atterraggio. Trovare la migliore strategia richiede un sacco di calcoli e verifiche: ogni volta analizziamo con i controllori del traffico aereo le diverse possibilità che abbiamo ed effettuiamo un controllo incrociato con i meteorologi dei nostri calcoli e dei loro modelli.

 

Trovare la migliore strategia di volo

Infine, nel bel mezzo della notte (in Payerne - Svizzera), abbiamo potuto dare Bertrand la soluzione ottimizzata con un’area di attesa in volo ridotta e un rapido arrivo presso l’Aeroporto di Saint-Lambert consentendo le migliori condizioni per la gestione del low level jet in fase di atterraggio.

Seguendo il velivolo sui nostri computer e poi sugli schermi televisivi  10 minuti prima dell'atterraggio, abbiamo visto ancora una volta l'aereo solare, silenzioso come un uccello notturno, schiudere le sue lunghe ali illuminate  sopra le piste, e lentamente toccare terra dopo 21 ore e 21 minuti di un grande volo.

 

Ben fatto, Bertrand, è stato davvero perfetto! "

 

Christophe Béesau

Esperto Altran per Solar Impulse in Advanced Modelling and Simulation